Francesco Bari

Ho trascorso buona parte della mia esistenza a ignorare il mio corpo. Me ne ricordavo solo quando provavo dolore in qualche sua parte, o tutte le volte in cui, per qualche ragione, costituiva un impedimento alla mia vita. La cosa di cui sono e sarò più grato a Propriocettivity è di avermi “alfabetizzato al mio corpo”, di avermi cioè insegnato e fornito strumenti semplici ed efficaci per scrutarlo, esplorarlo, viverlo. E soprattutto per dalogarci in senso evolutivo. Da quando pratico questo metodo, è come se i miei sensi, solitamente impegnati all’analisi percettiva del mio mondo circostante, abbiano imparato anche a volgersi indietro e affondare alle origini di tutto, ossia il mio corpo. E allora ho potuto cominciare a vederne i chiaroscuri, riconoscerne il rumore interno, sentire il sapore pungente del dolore e la dolcezza della tranquillità, ad annusare e toccare gli squilibri nella dialettica dei suoi pesi. Ho potuto così, finalmente, imparare a rivolgere verso me stesso la mia sensibilità e a fare esperienza consapevole del corpo che io sono.

La cosa più bella e stupefacente di Propriocettivity è che non ci limita al ruolo di spettatori passivi, ma ci fornisce gli strumenti per essere protagonisti attivi di un cambiamento profondo in noi stessi e negli altri. Propriocettivity, infatti, rappresenta un invito alla cura di sé e allo stesso tempo alla relazione benefica con gli altri. In qualunque circostanza e posizione io mi trovi, grazie ai semplici principi pratici in cui consiste la Routine di questo metodo posso sentire e “accordare” il mio corpo, ribilanciarne i pesi restituendogli la naturale neutralità che gli consente di vibrare armonicamente. Ma posso anche utilizzare i suoi principii per prendermi cura degli altri, sostenerli in un percorso riequilibrante che da sollievo, alleggerisce, accende cambiamenti evolutivi.

Più lo pratico e più mi accorgo che i suoi elementi di educazione alla vita interna si rivelano insegnamenti fondamentali per affrontare e godere di tutta quella che mi circonda.