Bruna Pollino

Messina | Judoka |

Per sedici anni mi sono dedicata al Judo, considerandolo non solo uno sport ma un principio di vita. Affascinata dal Giappone e dalle discipline orientali ho sentito la necessità di conoscermi meglio e riuscire, dopo una sorta di rinascita, a conoscere meglio gli altri.

Il percorso non poteva che essere quello che mi ha condotta allo Shiatsu. Ho deciso quindi di lasciare la mia città per raggiungere Palermo. Un’attrazione quasi magnetica mi ha condotta alla scoperta dell’ Accademia ed alla conoscenza dell’uomo che è diventato il mio Maestro di Shiatsu.

L’ACCADEMIA  si è rivelata da subito una sorta di Kodokan, un vero e proprio  luogo di studio del corpo, dei sensi, ma soprattutto dell’anima.

Inebriata dal caldo odore del tatami e avvolta dal silenzio e dalla tranquillità  mi sono sentita subito accolta, quasi purificata dal caos e dalla frenesia di una vita che di umano sembrava conservare  ben poco.

Fluttuando in questa nuova dimensione ho intrapreso il percorso per diventare operatrice, certa che l’energia ritrovata grazie alla pratica dello Shiatsu sarebbe stata determinante nell’aiutare gli altri.

Lo Shiatsu prevede un parte che potremmo definire tecnica, quest’ultima è molto importante, ma  da sola non basterebbe a decretare l’indiscutibile efficacia della pratica.

Determinante è infatti la capacità di comunicazione tra operatore e ricevente; è necessario istaurare un rapporto quasi osmotico lasciando fluire da un corpo ad un altro l’energia e la serenità.

Di molte cose potrà ancora arricchirmi l’Accademia Siciliana Shiatsu, alcune probabilmente non posso neanche immaginarle.

Ho però già una certezza, e ritengo giusto condividerla: un operatore Shiatsu  sviluppa senza ombra di dubbio la capacità di stare con l’altro, chiunque esso sia, di accoglierlo e accettarlo per quello che è.