Alessandra Valeria Torre

Il corso di Propriocettivity, svoltosi in Accademia Siciliana Shiatsu mi ha permesso di fare un’esperienza non solo corporea ma educativa,
sia a livello sensoriale sia mentale che, ha trovato riscontro anche nell’approccio relazionale con chi mi sta intorno.
L’esperienza, mi ha portato a prendere consapevolezza di come il mio corpo fosse “organizzato”, di quali canali preferenziali di “appoggio”
in genere  utilizzo nel “quotidiano” e del perchè a volte, la posizione assunta sia una sorta di placebo mentale, per nascondere disagi o difetti che con una postura diversa, mi metterebbero necessariamente a confrontarmi con limiti o dolori che per lungo tempo il mio corpo ha perfettamente ignorato assumendo appunto una sua organizzazione diventata poi “normale”. La tecnina utilizzata e gli esercizi effettuati mi hanno dato la possibilità di rimettere tutto in discussione, di vedere e sperimentare altre forme, posture, che mi hanno permesso di
ri-educarmi al livello fisico,posturale, ma anche mentale. Come i bambini quando iniziano a camminare, prima da quadrupedi,con una visione del mondo e un’ organizzazione su quattro solidi sostegni, poi imparata l’arte del camminare, ci si erige e si scopre il mondo,
cambiano gli asetti e lo sguardo va oltre.
Esattamente questo è successo nella mia esperienza di propriocettivity. Non che io abbia imparato a camminare…anzi si, perchè scoprire gli equilibri e gli appoggi non è poi così “scontato”. Sentire un peso corporeo bilanciato come se alla fine non ci fosse peso perchè il peso
è ben distribuito. Allora i dolori spariscono, la postura non è più sbilanciata, il respiro si apre e nasce una nuova percezione di se
stessi anche a un livello più profondo. Ciò ha necessariamente risvolti nell’incontro con l’altro.
Utilissima quest’esperienza durante i trattamenti shiatsu, in cui mi è stato possibile da Tory bilanciarmi meglio con il mio Uke e far sì che
lo stesso Uke trovasse un sostegno per il suo equilibrio in me, Tory. Poi degli esercizi di propriocezione associati a un trattamento shiatsu si sono dimostrati,nella mia piccola esperienza, molto utili nel mantenimento della condizione piscofisica dell’Uke. Un’esempio è stato il caso di un Uke di sesso maschile, ultracinquantenne, con motivi di elevato stress e problematiche familiari, fondamentalmente insicuro, con una postura molto curvata verso l’interno, le spalle ed il collo completamente irrigidito, fumatore, respiro corto a volte affannoso che dopo una serie di sedute shiatsu ed esercizi di propriocettivity, è riuscito ad ottenere come risultato,un alleggerimento delle spalle e un’apertura al respiro, a dormire senza russare  e sentire una diminuzione dello stress mentale tanto da aprirsi un pò di più alle relazioni sociali familiari.
Rivedere le proprie “posizioni” che siano fisiche o relative al nostro ruolo sociale, ha a mio avviso, inevitabilmente un impatto elevato
nelle relazioni con se stessi e con gli altri. Mettersi in gioco non è facile, non è facile prendere atto di ciò che non ci piace e ristrutturare quel mondo a noi conosciuto e vissuto, per rimodulare, cambiare e scegliere altro, magari anche nuovo.
Eppure allo stesso tempo è affascinante, perchè ci permette di scoprire quell’altro che può essere anche più bello, rispetto a ciò che fino a poco prima avevamo sperimentato.
Imparare a camminare poi porta a correre e correre a volte non solo èun divertimento ma anche uno sfogo, certo il rischio è che diventi uno
stress, ma Propriocettivity insegna proprio questo: conoscere e dosare infinite possibilità che portino non allo spreco ma alla creazione di
valore per se e gli altri.
Ecco perchè in fondo penso che pur essendo semplice, sia una tecnica molto più profonda e utile anche in altre discipline e facilmente
associabile. Certo il lavoro prevede comunque una costanza da parte di chi lo pratica per beneficiare di un buon grado di benessere,
sicuramente proprio così come non si finisce mai di imparare, non si dovrebbe mai smettere di “essere propriocettivi”.