III Percorso

112 ore di lezione frontali in 6 weekend e verifiche formative, 150 ore di Tirocinio

IV Percorso

112 ore di lezione frontali in 6 weekend e verifiche formative, 100 ore di Tirocinio, 3 Open Day da 8 ore ciascuno, 4 seminari monografici da 12 ore ciascuno, Esami conclusivi.

Formula weekend

Il Percorso formativo della nostra scuola condivide l'impostazione con le altre scuole italiane per cui utilizza la formula week end per condurre l'allievo al completamento del suo iter formativo. Questa formula permette e agevola anche chi svolgendo un lavoro vuole la possibilità di potersi formare e vivere il mondo dello shiatsu. 

Le lezioni si terranno il Sabato dalle ore 15.00 alle 20.00 e la Domenica dalle 9.00 alle 13.00 e dalle 14.00 alle 19.00

Formula Flex

La formula flex consiste nella possibilità di iniziare i corsi in qualsiasi momento dell'anno.

Le lezioni si svolgeranno infrasettimanalmente con workshop di 5 ore ciascuno e per un massimo di 4 workshop al mese.

Numero minimo di partecipanti da 2 a 8

Nella formula flex, il monte ore si riduce del 50%, sulle lezioni frontali, rispetto al monte ore classico della formula weekend, dato che il basso numero di partecipanti  riduce i tempi delle ripetizioni delle pratiche

 
 

L'evoluzione Sistemica Relazionale

In Sicilia, il costante lavoro di ricerca e sperimentazione, sul Terzo stile, del Maestro Francesco Musso, ha tracciato nuovi sentieri e ha dato alla luce una nuova forma organizzata e coerente, che può essere definita “Shiatsu Sistemico-Relazionale” o “Stile della pressione collimata”.

Quest'approccio riprende l'impianto paradigmatico del Terzo Stile e lo sviluppa in senso  cognitivo, tecnico e operativo.

I quattro principali elementi che  identificano lo stile sono: la codificazione della tecnica della pressione collimata; l'esplicito riferimento pratico ai principi della Teoria generale dei sistemi di Von Bertalanffy, alla Pragmatica della Comunicazione Umana di Watzlawick e alla Teoria della Complessità.

I  principi dei modelli culturali, sopraelencati, nutrono direttamente la pratica e determinano e guidano concretamente l'approccio dell'operatore.

La tecnica della pressione collimata, la visione sistemica dell'organismo sono le fondamenta di questo nuovo stile, ne costituiscono il risvolto pratico l'una e il fondamento teorico l'altro. I concetti sistemici e l'epistemologia del pensiero di Gregory Bateson, esplicitata nel testo Mente e Natura, contengono gli stimoli cognitivi che hanno ispirato al Maestro Francesco Musso la codificazione dello stile e allo stesso tempo i principi che ne chiariscono il senso, il criterio e gli effetti.

Le strategie di intervento scaturiscono da una visione dell'organismo in termini di sistema aperto bramoso di connessioni, un complesso di elementi interagenti secondo dinamiche che conferiscono all'insieme proprietà emergenti nuove, non risultanti dalla mera somma delle loro note distintive, soggetto – al pari di ogni altro sistema aperto vivente – alle proprietà di totalità, non-sommatività, retroazione positiva e negativa ed equifinalità..

Secondo il principio della totalità, ogni parte o dimensione del corpo è in un rapporto tale con le altre parti o dimenisoni che lo costituiscono che qualunque cambiamento in ciascuna di esse ha ripercussioni su tutte le altre e a livello globale. In funzione della non-sommatività, invece, il corpo è il risultato irriducibile delle sue interazioni complesse e va pertanto considerato olisticamente, non sezionato e analizzato riduzionisticamente. Attraverso la retroazione, si comprende come ogni sistema aperto reagisca alle perturbazioni esterne assorbendole e modificandole o nel senso del cambiamento, con una retroazione positiva che altera il proprio equilibrio e produce variazioni trasformative, oppure in senso consolidante, utilizzandole per mantenere uno stato stazionario. In relazione all'equifinalità, infine, gli stessi risultati somatici possono avere origini diverse e le stesse cause possono non produrre i medesimi effetti e viceversa.

Pragmaticamente, da uno stesso stimolo ripetuto il sistema può evolversi verso infinite e diverse possibilità di approdo, e da infiniti stimoli pervenire a un'unica condizione o stato finale.

In quest'ottica si comprende come il “sistema-corpo” si basi su 4 processi essenziali:

  1. l'automantenimento per effetto del principio di totalità;
  2. l'autorganizzazione per azione della proprietà di non-sommatività;
  3. l'elaborazione dell'informazione grazie ai processi di retroazione;
  4. l'apprendimento evolutivo mediante l'integrazione e l'indirizzo secondo equifinalità delle perturbazioni.

 

 

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Fare Shiatsu è un opportunità meravigliosa per la propria vita ed è un'apertura reale alla conoscenza di se stessi.

Iniziare ad ascoltare il proprio ritmo vitale, rapportarlo calorosamente ad un altro individuo, costruire insieme una nuova

trama, un percorso che avvicina e mette in relazione profonda e attenta.

Fare Shiatsu riempie di gioia, ci si sente liberati e capaci di indurre questo senso di leggerezza, levità, anche agli altri

attraverso il trattamento.

Fare Shiatsu è scoprire che la vita è relazione, superare le distanze, incontrare,  attingere al proprio vissuto per

comprendere gli altri, accompagnarli a trovare le soluzioni per una migliore espressione del proprio potenziale umano.

L'Operatore Shiatsu in formazione sente cambiare il proprio corposciogliere le tensioni e i blocchi tipici della quotidianità

e delle emozioni represse, si allentano le spalle, si apre il respiro, si sente più forza scorrere, si quieta anche la mente che

tende a rallentare e a percepire la realtà in modo meno convulso e con maggior chiarezza. Si impara a sostenere e a lasciarsi

sostenere.

Lo shiatsu è un linguaggio, non un massaggio, fatto di contatto e pressioni, fatto di note, toni e pause musicali, intenso,

delicato, diretto e avvolgente come una luce calda.

La via dello shiatsu… di Francesco Musso

Perché fare Shiatsu?

Chi si avvicina a questa disciplina, incontrandomi, in genere mi dice:

-voglio imparare a fare i massaggi Shiatsu oppure voglio fare un massaggio per rilassarmi- a questo punto i miei allievi od operatori  presenti sorridono e si fermano ad ascoltare,  aspettandosi da me un commento di tipo sagace e ironico, poiché ben sanno che lo shiatsu non è un massaggio e che è riduttivo pensare che serve principalmente per rilassarsi, io quietamente sorrido e paterno fisso il mio sguardo negli occhi del mio interlocutore; voglio incontrare la sua umanità, osservare il caleidoscopio del suo sentire, comprenderne la storia, da dove viene, com’è arrivato a me e allo shiatsu, ma soprattutto di cosa ha realmente bisogno nella sua vita. Questo avviene  tutto in un silenzioso istante, poi chiedo: -perché vuoi fare shiatsu?-.

In quel breve attimo, l’espressione del mio interlocutore trasmuta e come toccato nell’intimo delle sue  viscere, trasale e pensa, e un po’ stordito dal mio interesse mi da una risposta transitoria del tipo:

-mi piacciono i massaggi, sono stressato, ho dolore qui o là-, o se si tratta di aspiranti allievi: -quando tocco qualcuno per diletto mi dice che sono bravo, che ho le mani calde e che il mio tocco è piacevole- oppure -voglio trovare un lavoro, voglio aiutare gli altri, mi hanno detto che è bello…- e via così.

I miei occhi si sgranano ulteriormente e gentile richiedo, si, ma tu cosa cerchi? Cosa vuoi per te?  Credo che neanche Dante riuscirebbe a spiegare quell’attimo fulmineo nel quale tutta la Divina Commedia, inferno, purgatorio e paradiso, attraversa la mente del convenuto; credo sia questo il momento in cui diviene, per lui o lei,  palese che lo shiatsu non è un massaggio, non è una tecnica, non è qualcosa che è al di fuori di noi stessi.

Il Piacere dello Shiatsu

E se... avessi la possibilità di esprimere la tua umanità, il tuo affetto, la semplicità del tuo cuore. E se...sentissi, la mente libera e grata, per la possibilità che hai di partecipare e ascoltare la vita che si manifesta fra le tue mani...

e dall’altro canto, cioè quello di chi riceve un trattamento,

se finalmente qualcuno si prendesse cura di te,  ti accompagnasse attraverso il tocco a sentire, osservare, sciogliere, comprendere, vivere il tuo corpo, le emozioni, la tua vita, non come limiti ma come possibilità di esperire un viaggio meraviglioso, sarebbe questa una proposta da rifiutare?

Io ho accettato poiché tutto questo è, si esprime, accade, succede intensamente e incessantemente nel mondo dello Shiatsu, il mio mondo.

Ecco perchè, dopo diciotto anni, vivo ancora lo stato dell’innamoramento verso questa Arte e credo che il praticarla sia una proposta da estendere a quanti non vogliono vivere una vita distanti da se stessi e dagli altri. Tutto questo poco c’entra con l’idea comune che lo shiatsu sia un massaggio per dolenti esseri umani un pò stressati, piuttosto “centra” l’esigenza dell’uomo a vivere una vita di reciproco sostegno, apertura accogliente e ricerca di una fraterna umanità che ha come principio guida che l’altro più che diverso è proprio uguale a te.

Poetica del divenire

Tutto è racchiuso in un seme, in un solo piccolo seme...

 

Contattaci per parlare con noi

Siamo convinti che nulla possa sostituire un dialogo quando si deve prendere una decisione così importante come quella di formarsi, quindi l’invito che vi rivolgiamo, se avete l’intenzione di intraprendere questa via, è quello di contattarci e venire a trascorrere un’ora con noi per conoscerci, parlare, avere informazioni, vivere l’atmosfera della nostra scuola, ricevere almeno 10 minuti di trattamento. Se davvero volete imparare cominciate a compiere il primo passo, uscite dal virtuale e venite a vivere l’emozione dell’incontrarsi. Vi aspettiamo