Prima puntata del Progetto “conoscere lo Shiatsu e le Discipline Bionaturali“, da un’idea di Francesco Musso.
Prima puntata del Progetto “conoscere lo Shiatsu e le Discipline Bionaturali“, da un’idea di Francesco Musso.
La storia di Accademia Siciliana Shiatsu, i nostri principi, le motivazioni che ci rendono una realtà in continua evoluzione. Desideri e speranze…un piccolo viaggio nella nostra mente…
Apri e leggi il pdf: Accademia Siciliana Shiatsu -Pionieri
Poggio la mano. Prendo contatto. Ascolto il suo respiro. Ascolto il mio respiro.
In questa breve sequenza di azioni ci sono i primi fondamenti, i passi che, chiunque abbia intrapreso lo studio dello shiatsu, ha ripetuto agli albori della sua formazione. Lo so, a prima vista possono apparire sfacciatamente semplici… eppure è mia opinione che racchiudano al loro interno l’essenza stessa di questa disciplina. Disciplina che pratico ormai da diversi anni e ancora sono alla ricerca di una definizione che ne possa spiegare appieno il senso e la bellezza.
Fra quelle che ho incontrato, una fra tutte mi soddisfa più delle altre, e definisce quest’arte come “il luogo dell’incontro”: l’incontro di due individui, di due umanità, di due interi mondi. Bisogna subito comprendere però che non si tratta di incontro in territorio neutro, il luogo in questione è qualcosa di molto più intimo e, per questo, di molto più impegnativo…
Preparare la casa…
Esiste un solo modo di fare shiatsu. Con il cuore.
Cominciare un trattamento significa stabilire un contatto di grande profondità con un altra persona. In un certo senso è come se chiedessimo di irrompere dentro casa sua, in quel luogo riservato e personale che conserva il vissuto e l’identità del nostro Uke, e allo stesso tempo gli consentissimo di entrare nella nostra. Dobbiamo accoglierlo in noi, permettergli di visitarci allo stesso modo in cui noi ci proponiamo di fare con lui. Non possiamo lasciarlo sulla soglia. Dobbiamo metterci in gioco.
La mia esperienza mi ha insegnato prima di tutto questo: non possiamo disporci ad incontrare l’altro se prima non ci siamo soffermati ad incontrare noi stessi. Nel silenzio. Nella pratica. Perché la nostra casa sia pronta ad accogliere.
Così, come poniamo grande attenzione a preparare l’ambiente esterno in cui avverrà il trattamento, tenendolo pulito e ordinato, creando l’atmosfera con candele, incensi o musica, dobbiamo porre ancora più attenzione nel preparare l’ambiente dentro di noi. Lavorare per rimuovere lo sporco dai nostri pensieri, per rafforzare la nostra intenzione, per dare il meglio di noi. Non possiamo semplicemente nascondere la polvere sotto i tappeti. Non possiamo barare con sorrisi e affettata amorevolezza. Dobbiamo mostrare a Uke la verità di ciò che siamo. Perché la verità è che siamo spietatamente imperfetti, negarlo è inutile, ma con un gran bisogno (e voglia) di sostenerci l’uno con l’altro.
La trappola…
L’errore più grande che possa fare uno shiatsuka, quindi, è smettere di lavorare su se stesso. Dare per scontato di aver già raggiunto quel livello di consapevolezza, umana e professionale, che lo rende degno di prendersi cura di un altro individuo. E anche qualora l’avesse raggiunta non è detto che non possa sempre perderla strada facendo. Il rischio è quello di dare per scontato ciò che non dovrebbe esserlo mai. Troppa sicurezza ci fa diventare ospiti scortesi, perché dimentichiamo di rispettare lo spazio dell’altro quando lo visitiamo o lo accogliamo malamente quando ci viene a trovare. Citando Franco Battiato “ bisogna muoversi come ospiti, pieni di premure, con delicata attenzione…”.
Spesso la stanchezza accumulata nel trattamento precedente o il pensiero di quello successivo ci portano a distrarci, oppure ci perdiamo nella scia dei nostri problemi personali e ci ritroviamo a trattare con il “pilota automatico”, ritrovandoci ad eseguire niente di più che una mera tecnica pressoria, per quanto ben attuata, il che equivale a far accomodare il nostro ospite nel salotto per poi abbandonarlo lì da solo. Veramente scortese. Ma c’è anche chi ormai fa shiatsu con il solo scopo di lavorare, quindi guadagnare, e dimentica l’importanza e il privilegio del venire in contatto con il tesoro di un’altra esistenza. In questo senso, sono convinto, che è sbagliato concepire questa disciplina semplicemente come un mestiere… ma di shiatsu si può vivere.
Ripartire, sempre…
Sono sempre grato ai miei allievi, specialmente a quelli che hanno appena iniziato il loro percorso formativo, perché nei loro dubbi si infrangono le mie certezze, nella loro trepidazione all’inizio di ogni trattamento sbiadisce la mia sicurezza. Si chiedono se saranno all’altezza e per il fatto stesso di chiederselo io capisco che lo sono. Ripetono emozionati quei primi passi ed io li ripeto con loro.
Chiudo gli occhi.
Poggio la mano. Prendo contatto. Ascolto il suo respiro. Ascolto il mio respiro…
Benvenuto, amico mio.
A volte si è alla ricerca di qualcosa, si vorrebbe trovare un modo per vivere più chiaramente, per sentire nel proprio intimo un senso maggiore di sicurezza, di pace. Abbandonando tensioni, dolori, ire per andare verso una maggiore consapevolezza interiore.
Altre volte, si vuole trovare un modo per far del bene agli altri, un modo che ci gratifichi che ci faccia sentire utili, un modo per esprimere i sentimenti, le emozioni che abbiamo dentro, un modo di relazionarsi agli altri i “Vicini-Lontani”, cioè coloro che amiamo con maggiore capacità espressiva.
In altri casi, si desidera trovare un lavoro di contatto, che ci permetta di toccare, di usare le mani e il corpo, un lavoro che ci faccia sentire bene mentre cerchiamo di far star bene.
Nella mia esperienza di istruttore, questi sono i motivi che hanno spinto, finora, migliaia di persone ad imparare lo Shiatsu.
Personalmente, ho iniziato a fare shiatsu perché nella sua semplicità mi permetteva di esprimere e nutrire il mio spirito, rendendomi un uomo più consapevole e attento.
Se vuoi scoprire se lo shiatsu fa per te, senza un impegno gravoso in fatto di tempo ed economia, frequenta il nostro primo percorso, potrebbe aprirsi per te un mondo nuovo…
Queste sono le date degli incontri:
6-7 Aprile, 4-5 Maggio, 1-2 Giugno, 29-30 Giugno
Sono felice di comunicarvi l’apertura delle iscrizioni al Primo Percorso Professionale di Shiatsu dell’Accademia Siciliana Shiatsu.
Queste sono le date degli incontri:
6-7 Aprile, 4-5 Maggio, 1-2 Giugno, 29-30 Giugno
E’ possibile iscriversi al corso shiatsu entro il 20 Marzo, per ogni informazione contattatemi al 328.9847860 o allo 091.6255814, sarò lieto di incontrarvi per spiegarvi le peculiarità del nostro corso.
Francesco Musso
Una Piccola presentazione di Accademia siciliana shiatsu, realizzata in keynote.
Articolo Scritto da Francesco Musso per Accademia Siciliana Shiatsu, pubblicato sulla rivista Arti d’Oriente.
Apri e leggi il Pdf: Il Trattamento Shiatsu
Articolo scritto da Francesco Musso per Accademia Siciliana Shiatsu e pubblicato sulla rivista Arti d’Oriente. Tratta di un originalissimo approccio al corpo, all’io e alla loro relazione.
Apri e leggi il pdf: lo spirito del guscio
In una notte di Giugno, forse a causa della lettura dell’ultimo libro di Camilleri, preso dal solito spirito investigativo e dal desiderio di “spirugghiare” la matassa, il Commissario Montalbano si chiese: – ma “l’Accademia”, cos’è???-.
Dubbioso, come ogni buon siciliano è, di norma, e con l’aiuto dell’ispettore Fazio iniziò così l’interrogatorio del teste.
- Carissimo signor Piccolomini, s’accomodi… -.
-Mi risulta che lei è un operatore di questa fantomatica Associazione di Operatori Shiatsu e Db-qualchecosa-.
-Dbn, signor Commissario-,
-Vabbè, ho capito e che sarebbero ste Dbn?-.
- Commissario, le devo dire la verità? Mi parse d’aver capito che si tratta di tutte quelle discipline che si concentrano, fanno attenzione, all’espressione vitale dell’essere umano in senso “olistico” cioè con un approccio globale alla persona e non ad una eventuale e sciagurata malattia, che il Signore ci scansi sempre -.
- Fazio, questo parla peggio di Catarella – sussurrò il Commissario.
- Nsomma’, lei mi sta dicendo semplicemente che invece di Taliare se uno è malato, voi altri Taliate la parte sana? -.
- Nonsì, signor Commissario non è che noi altri spacchiamo a metà, comu na’ fico, il cristiano, piuttosto pinsamo che se gli diamo da bere, lo concimiamo, ci mettiamo attenzione, la pianta cioè il cristiano cresce bene, recupera le sue forze e magari le foglie ci diventano più verdi e numerose! -.
- Mi deve scusare, signor Piccolomini, facciamo finta che ho capito, ma questa beneamata “Accademia Siciliana Shiatsu” che mi rappresenta?-.
- Ecco Commissario, si viri che lei la “sbirritudine” ce l’ha nel sangue, per l’appunto, l’Accademia “rappresenta” una serie di cose, vuole che ci faccio l’elenco? -. – Nca’ se proprio non ne possiamo fare a meno… -.
- Commissario, essere un operatore Accademia in primo luogo vuol dire aprirsi al confronto, non rimanere nella nicchia delle proprie certezze “egoiche” -.
– Signor Piccolomini, se usa un’altra parola così giuro che le sparo -.
- Scusasse Commissario e che mi faccio trascinare dalla filosofia, sa un vecchio amore di gioventù -.
- Comunque, per dirla in latino, vuol dire avere sempre il desiderio di crescere e incontrare l’altro cristiano e imparare da lui -.
- Mi sta dicendo, che per voi altri è importante la comunicazione e valorizzare le differenze individuali? -.
- Mizzica, Signor Commissario com’è profondo, pare cà si manciò lo zingarelli!! -.
- Faccia poco lo spiritoso – l’interruppe Fazio.
- Signor Piccolomini, macari a mia mi piaceva la poesia!- rispose il Commissario. Improvvisamente si sentì un grande boato. - Catarella, che c’è? -.
- C’è che arrivò un faxi, che le devo dare di pirsona pirsonalmente, con scritto urgente e all’attenzione del Commissario Montalbano -.
Sul Fax c’era scritto: -Carissimo, Commissario Montalbano spero che questa mia lettera la trovi bene, e che lei si sia ripreso da quella sensazione di malessere che tanto l’affliggeva durante la vacanza che lei e la sua signora faceste a Montereale. Per combinazione, sa i casi della vita, ho saputo che oggi lei avrebbe parlato con il Signor Piccolomini, dell’Accademia Siciliana Shiatsu, associazione di cui mi fregio essere consigliere, le allego di seguito una breve nota che potrà aiutarla nella comprensione dei nostri scopi istituzionali e non… firmato Andrea Caruso.
P.s.: - Spero che conservi un buon ricordo di me e del trattamento shiatsu che le feci a suo tempo! -. Montalbano, se l’arricurdava benissimo perché era stata la prima volta che si era addormentato nonostante un uomo, di circa 100kg lo stesse rivoltando come un calzino. Lesse la nota, mentre il Signor Piccolomini aveva abbiato a parlare in austroungarico con l’ispettore Fazio, che si vedeva chiaro che da lì a poco l’avrebbe incriminato per attentato terroristico alla quiete pubblica del commissariato. La nota così recitava:
- Caro Commissario per spiegarle cos’è l’Accademia, vorrei partire da una dichiarazione che una nostra socia mi ha, gentilmente, fatto durante l’ultimo seminario da noi tenuto; la signora guardandomi negli occhi, mi disse – : - Se avessi saputo che era così divertente non avrei aspettato tanto tempo per fare il mio primo seminario!! -.
- Ecco, Commissario per capire l’Accademia, bisogna tenere presente che ancor prima di essere un luogo dove si studia, si pratica e ci si aggiorna, è uno spazio dove ognuno di noi si “diverte” poiché fa quello che gli piace fare, insieme ad altri ai quali piace la stessa cosa, non è Disneyland certo ma anche qui è possibile incontrare Super Pippo, Paperino e Gamba di legno e le assicuro niente è più bello di scoprire dietro quei volti, all’inizio anonimi, le storie che solo la vita sa creare e intessere-.
- Ancora prima che un’associazione, l’Accademia è un modo di pensare la vita e i rapporti con gli altri. Una chiave di lettura della realtà che pone al centro della propria visione l’attenzione ai fenomeni vitali, sminuendo il piano patologico, aprendosi, invece, all’intendimento delle cose e osservandone non un “piano” ma la loro naturale multidimensionalità -.
- In breve, l’Accademia è un modo di camminare insieme a dei compagni di viaggio sulla strada dell’evoluzione e della crescita umana -.
-Macari, pure il signor Caruso è tanticchia poeta>> pinsò tra se e sè il Commissario quando sentì suonare il telefono -.
- Pronto, Montalbano sono!! -, -e io la fata turchina – gli rispose il questore di Montelusa.
- Commissario, si ricordi che l’aspetto alle quattro per sapere come procede l’indagine su quell’associazione col nome strano Acca-qualchecosa, lo sa che da Roma vogliono notizie dal Ministero di Grazia e Giustizia -.
- Certo, signor Questore ci vediamo all’orario – rispose di malavoglia Montalbano, che di vedere il Questore non aveva mai gana. Aveva appena posato l’apparecchio, che gli risovvenne l’ultima frase della lettera del signor Caruso… “sulla strada dell’evoluzione e della crescita umana” non sapeva perché ma quelle parole gli davano un senso di buon umore, forse, alla sua età, gli piaceva, ancora, pinsare che a questo mondo esisteva gente che faceva le cose non per piccioli e convenienze varie, ma per crescere e diventare uomini migliori.
Mentre continuava a “strumentiare” nella sua testa, Montalbano, si sentiva stranamente confortato come non gli capitava da anni, quando sentì una voce sussurrargli vicino l’orecchio: -Commissario, sveglia, il trattamento è finito-.
di Francesco Musso
Dedicato con grandissimo affetto ad Andrea Camilleri, musa e maestro.